La seconda sezione della Corte di legittimità ha affermato che, in punto di diritto, <<la norma di cui all’art. 430 cod. proc. pen., ..., non prevede la notificazione di avviso del deposito dell’attività integrative delle indagini e che questa Corte ha già avuto modo di chiarire, con un principio certamente estensibile anche al caso in esame, che «Non è richiesta la notifica alla controparte dell’attività integrativa di indagine prevista dall'art. 430 cod. proc. pen, essendo sufficiente il deposito della relativa documentazione (Sez. 5, n. 12165 del 05/02/2002, Bello, Rv. 221896 - 01)» .(sentenza al link)
Orbene, per quanto il tenore letterale dell'art. 430 c.p.p. preveda soltanto che la attività integrativa di indagine sia deposita nella segreteria del PM, con facoltà delle parti di prenderne visione ed estrarne copia, appare evidente che l'esercizio delle suddette facoltà presupponga che si sia a conoscenza dell'intervenuto deposito e ciò può avvenire perchè qualcuno avverta la difesa che, ad azione penale già esercitata, il PM abbia compiuto nuove indagini. Deve dunque ritenersi che il diritto all'avviso sia implicitamente riconosciuto. O forse qualcuno pensa che l'esercizio delle predette facoltà sottenda un onere in capo al difensore di costante accesso presso la segreteria dei PM ?
