18 settembre 2023

Riforma Cartabia e reati ora procedibili a querela: non occorre avviso alla persona offesa

 


La Prima Sezione penale ha affermato che il decorso del termine di novanta giorni dall’entrata in vigore del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, senza che l’Autorità giudiziaria procedente riceva la prova dell’avvenuta presentazione della querela, impone, per effetto della modifica del regime di procedibilità del reato introdotta dal d.lgs. citato, l’immediata declaratoria di improcedibilità per mancanza di querela, non essendo previsto un formale avviso alla persona offesa della necessità della sua presentazione.

Pertanto per tutti i reati procedibili a querela per effetto della Riforma Cartabia, in assenza della querela pervenuta entro il 30 marzo 2023 (tre mesi dalla data di entrata in vigore della riforma), può pronunciarsi sentenza di non doversi procedere per mancanza della condizione di procedibilità.

La sentenza Cass. pen. sez. I, n. 31451/2023 al link

15 settembre 2023

Patteggiamento perfezionato prima della costituzione di parte civile: quid iuris sulle spese? Interpellate le SS.UU.

 



Su ordinanza di remissione (qui) della Sesta Sezione Penale, le Sezioni Unite saranno chiamate a dirimere il contrasto giurisprudenziale che riguarda la possibilità della parte civile di costituirsi in udienza preliminare e dopo che si è perfezionato l'accordo di patteggiamento e la conseguente possibilità del GUP di liquidare le spese di costituzione.

Rimane pacifico invece che la parte civile non possa costituirsi né debba essere citata a comparire per l'udienza ex art. 447 c.p.p.

Di seguito il quesito rimesso alle SS.UU.:

"Se, in tema di applicazione della pena su richiesta delle parti, nel caso di accordo perfezionatosi prima della costituzione di parte civile, quest’ultima sia legittimata a costituirsi per l’udienza preliminare e, in caso affermativo, se il giudice che delibera la sentenza di patteggiamento debba liquidare le spese di costituzione a suo favore".


14 settembre 2023

Concorso eventuale nel reato: possibili due titoli diversi per i concorrenti? La parola alle SSUU


 

La Quarta Sezione penale, con l'ordinanza al link, ha rimesso alle Sezioni Unite il seguente quesito di diritto:

"Se, in tema di concorso di persone nel reato di cessione di sostanze stupefacenti, il medesimo fatto storico possa essere ascritto a un concorrente a norma dell'art. 73, comma 1, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 e a un altro concorrente a norma dell'art. 73, comma 5, del medesimo d.P.R.".


13 settembre 2023

"Interferenze" tra il processo penale e quello civile: quale regola di giudizio? La questione rimessa alle Sezioni Unite

 


Considerati i precedenti della CEDU (Pasquini c. Repubblica di San Marino, commento qui) e della Corte Costituzionale (qui), era prevedibile che accadesse.

Con l'ordinanza al link la Quarta Sezione ha rimesso alle Sezioni Unite il seguente quesito, suggerendo il revirement di SSUU Tettamanti:

<<Se, nel giudizio di appello promosso avverso la sentenza di condanna dell’imputato anche al risarcimento dei danni, intervenuta l’estinzione del reato per prescrizione, il giudice debba pronunciarsi sulle statuizioni civili sulla base della regola di giudizio processual-penalistica dell’”oltre ogni ragionevole dubbio” ovvero di quella processual-civilistica del “più probabile che non”>>.

Sulla remissione, che riguarda le costituzioni di parte civile successive al 30.12.2022, ha inciso la nuova regola Cartabia (art. 573 comma 1 bis) e la decisione delle SS.UU. 16076/2023 della quale abbiamo dato notizia qui).

Ma soprattutto ha inciso la sentenza della Corte Costituzionale n. 182/2021  della quale abbiamo dato notizia qui "Presunzione di innocenza, prescrizione e domanda di risarcimento. La Corte Costituzionale mette ordine? Tra dialogo tra Corti e prevedibili complicazioni dell'immediato futuro", oltre che nel commento del prof. Paolo Ferrua "La Corte costituzionale detta le regole per l’azione civile in caso di sopravvenuta estinzione del reato: la probabile illegittimità costituzionale dell’art. 578 comma 1- bis c.p.p. introdotto dalla riforma ‘Cartabia’ - di Paolo Ferruaqui


12 settembre 2023

Sequestro probatorio - Istanza di restituzione presentata al G.u.p. - Rigetto - Impugnabilità - Esclusione.

 


Le Sezioni unite hanno affermato che: “Il provvedimento del giudice dell’udienza preliminare di rigetto della richiesta di dissequestro di beni sottoposti a sequestro probatorio non è impugnabile dall’interessato”.

La sentenza Cass., SS.UU. n. 32938/2023 al link


11 settembre 2023

Giudizio abbreviato da immediato: retrattabilità per deposito atti contestualmente alla richiesta di rito alternativo



Nel caso scrutinato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 34854 depositata l'11.08.23, il Pubblico Ministero formulava richiesta di giudizio immediato prim'ancora che gli pervenissero gli esiti di un accertamento commissionato al RIS, volto a verificare se alcune tracce ematiche, presenti su dei reperti, fossero riconducibili agli imputati. Il Gip accoglieva l'istanza del Procuratore. Successivamente perveniva al PM la relazione tecnica e l'Inquirente la depositava in cancelleria
centrale GIP. In pari data, uno degli imputati formulava richiesta di giudizio abbreviato.

Il Gip fissava l'udienza per l'ammissione del rito e ivi respingeva le censure difensive in ordine alla utilizzabilità dell'accertamento tecnico (dirimente in punto di responsabilità degli imputati) nonché la richiesta di concessione di un termine per valutare la revoca della opzione in favore del rito alternativo.

Dalla lettura della sentenza emerge che i giudici territoriali avevano ritenuto sia la conoscibilità della relazione in capo agli imputati all'atto di richiedere il rito, sia la circostanza che comunque la difesa sapeva che era stata commissionata la consulenza e che quindi, scegliendo il giudizio abbreviato, ne aveva comunque accettato gli esiti. 

I giudici di legittimità hanno disatteso l'uno e l'altro argomento, rilevando in particolare che la piattaforma probatoria al momento dell'istanza di rito alternativo NON coincideva con quella presente al momento dell'incardinarsi del rito e che la conoscenza di un atto dirimente ai fini della valutazione di responsabilità dell'imputato riveste <<valenza decisiva ai fini dell'esercizio di una scelta consapevole che egli è tenuto a fare in ottica difensiva>> (sentenza al link) 

La sentenza esprime un principio senz'altro condivisibile e meritevole di una più ampia riflessione: in questo blog abbiamo già manifestato le nostre perplessità sulla possibilità di mutare gli incartamenti sulla cui scorta l'imputato ha scelto di essere giudicato (allo stato degli atti), dovendosi prevedere che il sacrificio assunto dall'accusato in termini di contraddittorio possa essere revocato se il quadro probatorio muti. 


08 settembre 2023

❌Approvate le norme per assicurare audizione p.o., per i reati inerenti la violenza di genere, entro 3 giorni dall' iscrizione ❌

 


  Come è noto l'art. 362 1 comma ter c.p.p. prevede che per taluni reati inerenti la violenza di genere le Procure procedano ad assumere informazioni dalla persona offesa (o comunque dal denunciante) entro 3 giorni dalla iscrizione della notizia di reato

Al fine di assicurare il rispetto della norma, il Parlamento ha definitivamente approvato la proposta di legge a firma Bongiorno e altri con cui si prevede che, nel caso in cui il predetto termine non sia osservato, il Procuratore possa, con provvedimento motivato, revocare l'assegnazione del fasciolo e provvedere senza ritardo ad assumere le informazioni.

Al medesimo fine, è previsto che il Procuratore generale acquisisca ogni tre mesi dalle Procure i dati sul rispetto del termini di cui all'art. 362 c.p.p. e che ogni almeno ogni sei mesi faccia una relazione semestrale alla Procura generale presso la Corte di Cassazione. (testo di legge al link)

Dalla documentazione pubblicata sul sito del Parlamento (documento per esame progetto di legge) non è dato comprendere se la novella rimedi ad una consistente e reiterata violazione del termine di tre giorni da parte delle Procure oppurre se rischi di introdurre un adempimento burocratico che finisca per distogliere risorse.  

Ultima pubblicazione

Tortura del pubblico ufficiale: reato autonomo o aggravato. La questione alle SS.UU.

  La quinta sezione ha rimesso alle Sezioni Unite, che decideranno il prossimo 26 novembre, la seguente questione: Se la fattispecie previst...

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