20 ottobre 2021

❌Interruzione dei servizi informatici del Portale del Processo Penale Telematico❌



Interruzione dei servizi informatici del settore civile, del Portale dei Servizi Telematici e del Portale del Processo Penale Telematico. Modifiche correttive, migliorative ed evolutive


Per attività di manutenzione evolutiva straordinaria si procederà all'interruzione dei sistemi civili al servizio di tutti gli Uffici giudiziari dei distretti di Corte di Appello dell’intero territorio nazionale, nonché del Portale dei Servizi Telematici, incluso il Portale del Processo Penale Telematico, e del Portale delle Vendite Pubbliche con le seguenti modalità temporali:
​​dalle ore 17:00 di venerdì 22 ottobre sino alle ore 08:00 di lunedì 25 ottobre c.a., salvo conclusione anticipata delle operazioni.

Durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e saranno, quindi, disponibili le funzionalità relative al deposito telematico del settore civile da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo di tutti i sistemi.

Non sarà invece possibile consultare in linea i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi.
Per tutti gli utenti “interni” (magistrati e cancellieri) non saranno disponibili i registri di cancelleria e quindi, per i cancellieri, non sarà possibile procedere all’aggiornamento dei fascicoli, all’invio dei biglietti di cancelleria e all’accettazione dei depositi telematici; non sarà altresì possibile aggiornare i dati dei fascicoli della Consolle del Magistrato e della Consolle del PM.

Si rammenta che l’attività di manutenzione del Portale dei Servizi Telematici renderà indisponibili tutti i servizi informatici ivi esposti e, in particolare:
l’aggiornamento (anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato;
il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati;
tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici;
tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni;
i pagamenti telematici compreso il pagamento del contributo di pubblicazione di un’inserzione sul Portale delle Vendite;
l'accesso al Portale Deposito atti Penali per il deposito con modalità telematica di atti penali;
l’accesso al Portale di consultazione dei SIUS distrettuali per Avvocati;
l'accesso agli avvisi degli atti penali depositati in cancelleria.

I più letti del mese di settembre 2021

I dieci contributi più letti nel mese di settembre 2021 con i link di collegamento. 

Foro e Giurisprudenza - Camera Penale di Trapani




  1. La Corte Costituzionale detta le regole per l'azione civile in caso di sopravvenuta estinzione del reato: la probabile illegittimità costituzionale dell'art. 578 comma 1 bis c.p.p. introdotto dalla Riforma Cartabia  - di Paolo Ferrua
  2. Notifica presso il difensore anziché al domicilio eletto: differenza tra difensore di fiducia e quello d'ufficio
  3. Falso in gratuito patrocinio e nozione penalmente rilevante di reddito di Fabrizio Guercio
  4. Le ombre della Riforma Cartabia - di Aldo Casalinuovo
  5. Italo Calvino: l'antilingua "giudica" - di Riccardo Radi
  6. Novità Corte Costituzionale sul processo celere: incostituzionale la norma che preclude il diritto all'equa riparazione in caso di mancata presentazione dell'istanza acceleratoria
  7. La Corte precisa la nozione di medesimo fatto e la conseguenza efficacia preclusiva dell'archiviazione
  8. Se l'etilometro non è revisionato, l'imputato deve essere assolto
  9. Presunzione di innocenza, prescrizione e domanda di risarcimento. La Corte Costituzionale ...
  10. Processo da remoto: parziale STOP alla legge 126/2021





19 ottobre 2021

Tabulati e diritto intertemporale: quando la rinuncia della politica consente alla giurisprudenza di creare il diritto

Era prevedibile che accadesse, ed è accaduto.



Diamo conto di un provvedimento di merito con cui il GUP di Grosseto ha rigettato una eccezione di inutilizzabilità dei tabulati telefonici, acquisiti in forza della pregressa disciplina. 

L'A.G. si è limitata a richiamare il principio del tempus regit actum.

Tuttavia, la questione sollevata dalla difesa appariva meritevole di un qualche approfondimento.  

Se infatti si può convenire con la Corte di Cassazione (cfr. Cass. sez. II n. 28523/2021) che dalla sentenza del Giudice europeo (link) non può ricavarsi una indicazione puntuale dei reati per i quali è consentito l'accesso al dato, per contro, riguardo ad altra questione, la Corte di Giustizia ha posto invece un principio chiaro: l'Autorità chiamata a valutare la ricorrenza delle condizioni per l'accesso ai dati deve essere terza rispetto a chi richiede l'accesso e comunque alle parti processuali, quand'anche perseguano interessi pubblici. Né pare che nell'economia della pronuncia europea la circostanza che il Pubblico Ministero baltico sia dipendente dall'esecutivo abbia avuto un ruolo determinante, pur avendo la Corte aggiunto anche questa considerazione. 

In altri termini, si rischia, sulla scorta del principio tempus regit actum, di porre accanto a casi conformi al diritto europeo, lì dove sia il Giudice a consentire l'accesso ai dati dei tabulati, situazioni che non lo sono, poiché, in applicazione della vecchia normativa, i tabulati sono stati acquisiti direttamente dal richiedente, senza un controllo del giudice terzo (come, ora, prescrive il decreto legge 132/2021). 

Abbiamo già osservato che la norma transitoria, in un primo tempo prevista, avrebbe risolto tale problematica (facciamo rimando al link). 

Scarica l'ordinanza del GUP di Grosseto al link

18 ottobre 2021

Il Massimario dispensa la relazione sulla riforma dei tabulati





Dando seguito ai post  in cui abbiamo trattato il tema dell'acquisizione e utilizzabilità dei tabulati telefonici  ("La nuova disciplina per l'acquisizione dei tabulati parifica le parti, ma l'assenza di una norma transitoria apre scenari controversi" post al link , "❗TABULATI TELEFONICI: OCCORRE L'AUTORIZZAZIONE DEL GIP - Il decreto legge 132/2021❗post al link ), informiamo che l'Ufficio del massimario, il 13.10.2021, ha dispensato la relazione n. 55 inerente le novità normative introdotte con il d.l. 30 settembre 2021, n. 132 (relazione al link).

La relazione, dopo aver ampiamente analizzato la nuova normativa e i suoi presupposti, affronta anche il tema della utilizzabilità dei dati acquisiti dal Pubblico Ministero, ante riforma, analizzando la tesi del tempus regit actum, quella della sopravvenuta inutilizzabilità e quella del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia. 

Ancora una volta si coglie l'opportunità, in sede di conversione, della introduzione di una norma transitoria. 

SAVE THE DATE: il 20 ottobre la Corte Costituzionale si pronuncia per l'ennesima volta sull'art. 34 cod. proc. pen.

È certamente la norma del codice di procedura penale che ha subito più dichiarazioni di "incostituzionalità" di tutti  tempi. Parliamo dell'art. 34 cod. proc. pen. che, come tutti sanno, possiamo definire norma di "creazione giurisprudenziale costituzionale", tante sono le pronuncia additive pronunciate dalla Consulta.

Sebbene nel tempo il giudice delle leggi abbia "diradato" gli interventi, dettando le regole interpretative che sottendono alla corretta applicazione della norma come "letta" nelle pronuncia di incostituzionalità, il prossimo 20 ottobre 2021 tornerà a pronunciarsi giusta la questione che è stata rimessa dal Tribunale di Macerata.

Il giudice remittente dubita che vi sia compatibilità tra il Giudice per le indagini preliminari che abbia rigettato la richiesta di emissione di decreto penale per ritenuta diversità del fatto e il medesimo Giudice (persona fisica) chiamato a pronunciarsi su una nuova richiesta di emissione di decreto penale avanzata dal pubblico ministero in conformità ai rilievi precedentemente formulati.

17 ottobre 2021

Caso Regeni: l’ordinanza della Corte d’Assise di Roma (l'assenza di conoscenza effettiva del processo impedisce l'instaurazione del rapporto processuale)



Per l’importanza e la particolare rilevanza della questione, pubblichiamo l’ordinanza della Corte d’assise di Roma sulla procedibilità in assenza degli imputati.

Si legge nell'articolata ordinanza che "un processo può considerarsi equo solo se da parte dell'imputato vi è stata conoscenza effettiva della vocatio in iudicium, sicché, nel rispetto dei principi convenzionali, i giudici di primo grado sono tenuti ad usare particolare rigore nel valutare la procedibilità in assenza. Questo è necessario per garantire un processo “giusto" ad ogni imputato. In caso contrario, l'art. 420-quater cod. proc. pen. prevede che, quando il giudice non abbia raggiunto la certezza della conoscenza della chiamata in giudizio da parte dell'imputato, deve disporre la notifica «personalmente ad opera della polizia giudiziaria». 
La disposizione, quindi, dimostra come il sistema sia incentrato esclusivamente sulla effettività di tale conoscenza, senza alcuna presunzione.
L'ordinamento prevede una sola ipotesi in cui possa procedersi in absentia e il processo possa instaurarsi senza che l'imputato abbia ricevuto il decreto di citazione a mani proprie pur in assenza della conoscenza effettiva della vocatio in iudicium, ed è la volontaria sottrazione «alla conoscenza del procedimento o di atti del procedimento.
L'art.420 bis c.p.p. non tipizza alcuna situazione e certamente ad essa non può equipararsi la mancanza di diligenza, né possono ritenersi in astratto neanche la latitanza, ovvero l'indicazione di un domicilio falso o inidoneo, la sopravvenuta irreperibilità; si tratta soltanto di elementi che possono essere considerati nel caso concreto, cioè nel rigoroso accertamento di fatto che deve essere compiuto dal giudice per poter sostenere che la compiuta conoscenza della vocatio in iudicium possa essere sostituita da una conoscenza soltanto legale. Ritiene, tuttavia, la Corte che questi approdi della giurisprudenza di legittimità debbano essere letti alla luce delle puntuali argomentazioni contenute nella citata sentenza della Corte Edu Sejdovic c/Italia" (sintesi al link).

Circa gli elementi di conoscenza del processo - che dev'essere effettiva e non presuntiva - l'ordinanza osserva che sono "dati presuntivi [ricavati dalla rilevanza mediatica internazionale del caso, dai contatti diplomatici e dalle indagini egiziane oltre che italiane] quelli dai quali può inferirsi,in termini di ragionevole certezza, soltanto la conoscenza da parte degli imputati, dell'esistenza di un procedimento penale a loro carico avente ad oggetto gravi reati ai danni del ricercatore Giulio Regeni". Ai fini della corretta instaurazione del rapporto processuale occorre invece "quella più pregnante conoscenza ... relativa alla vocatio in iudicium davanti al GUP (e poi davanti a questa Corte), con riferimento alla specifiche imputazioni elevate a loro carico, afferenti a plurime fattispecie di reato, una soltanto delle quali ascritta a tutti gli imputati, caratterizzate dunque da specifici e distinti ruoli ... L'assioma offerto dall'accusa nella propria prospettazione non appare condivisibile poiché si fonda sulla mera presunzione che gli imputati, in quanto appartenenti alla National Security, dato non vero per Athar e di cui non è vi prova dell'attualità per gli altri, sarebbero destinatari delle propalazioni illecite degli investigatori sulla base di un preteso spirito di corpo".


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