17 luglio 2026

La Corte di legittimità ribadisce la manifesta infondatezza della q.l.c della norma che preclude di ricorrere personalmente.

 

La seconda sezione della Corte di Cassazione ha nuovamente ritenuto <<manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'art. 613 cod. proc. pen., come modificato dall'art. 1, comma 55, legge n. 103 del 2017, per asserita violazione degli artt. 111, comma 7, Cost. e 13 CEDU, nella parte in cui non consente più la proposizione del ricorso in cassazione all'imputato personalmente, in quanto rientra nella discrezionalità del legislatore richiedere la rappresentanza tecnica per l'esercizio delle impugnazioni in cassazione in relazione alla specificità del giudizio di legittimità, senza che ciò determini alcuna limitazione delle facoltà difensive (Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 272011 – 01, che ha altresì precisato che l'elevato livello di qualificazione professionale richiesto dall'esercizio del diritto di difesa in cassazione rende ragionevole l'esclusione della difesa personale, tanto più in un sistema che ammette il patrocinio a spese dello Stato)>>.

16 luglio 2026

Termini a ritroso: e se il settimo giorno a ritroso è festivo?

 

Con riferimento ai termini per il deposito di una lista testi, la Corte di legittimità ha considerato che se il settimo giorno libero a ritroso è domenica, la lista va depositata nel giorno antecedente non festivo

Così la Corte: <<nel caso di specie l’udienza era fissata alla data del 20/01/2025; il termine per il deposito della lista testi, che va computato in giorni interi e liberi (escludendo il dies a quo e il dies ad quem – cfr., da ultimo, Sez. 3, Altea, cit.) e che va calcolato a ritroso («..almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento») scadeva il 12/01/2025, che era domenica, e, dunque, in un giorno festivo; venendo in rilievo un termine “a ritroso”, il dies ad quem va individuato «nel giorno non festivo antecedente a quello di scadenza» (cfr. Sez. 4, Selvaggio, cit.), ossia nella giornata di sabato 11/01/2025...>> (sentenza al link)

 

15 luglio 2026

Reato continuato – Pluralità di concorrenti – Coimputato giudicato separatamente per una parte dei reati commessi da minorenne – Pena complessiva superiore a quella inflitta ai coimputati maggiorenni giudicati in un unico processo – Principio di proporzionalità della pena – Violazione – Fattispecie.

 



L’esito in sintesi

La Sesta Sezione penale, in tema di pena, ha affermato che, nel caso di reato continuato commesso, in concorso, da una pluralità di imputati, contrasta con il principio, di rilevanza costituzionale e sovranazionale, di proporzionalità della pena l’inflizione al concorrente, giudicato separatamente per una parte dei reati, commessi prima del raggiungimento della maggiore età, di una pena complessiva superiore a quella inflitta, ai coimputati maggiorenni, giudicati in un unico processo. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio la decisione impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, onerando il giudice della fase rescissoria di verificare se la pena inflitta all’imputato dal Tribunale per i minorenni, avuto riguardo all’intervenuta derubricazione, nei confronti dei coimputati maggiorenni, di taluni dei delitti formanti oggetto dell’originaria contestazione, costituisca, “ex se”, una risposta sanzionatoria proporzionata alla complessiva offensività della condotta o se l’aumento di pena per la continuazione possa essere determinato in misura minima o, comunque, più contenuta).

14 luglio 2026

Sospensione del procedimento con messa alla prova - Reati di cui all’art. 550, comma secondo, cod. pen. – Circostanze aggravanti ad effetto speciale - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.

 



L’esito in sintesi

La Sesta Sezione penale, in tema di cause di estinzione del reato, ha affermato che il rinvio, operato dall'art. 168-bis cod. pen., ai “delitti indicati dal comma 2 dell’articolo 550 del codice di procedura penale” consente all’imputato di richiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova pur quando siano contestate circostanze aggravanti ad effetto speciale. (Fattispecie relativa ad imputato del delitto di cui all’art. 337 cod. pen., aggravato ai sensi dell’art. 339, comma secondo, cod. pen.).

13 luglio 2026

PENE SOSTITUTIVE PROGNOSI DI INSOLVIBILITA': LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE

 






Avevamo già dato notizia della pendenza della questione (PENE PECUNIARIA SOSTITUTIVA e INSOLVIBILITA': A GIUGNO LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE).

Diamo ora notizia della decisione delle sezioni unite, informazione provvisoria:

Questione penale Decisa del ricorso R.G. n. 37184/2025 ud. 25/06/2026


Se, in tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, la richiesta di applicazione della pena pecuniaria possa essere rigettata dal giudice quando lo stesso, in base ad elementi di fatto, formuli una prognosi negativa in ordine alla capacità di adempimento da parte dell'imputato.


Ricorrente: Colella N.

Relatore: A. Ranaldi

Data udienza: 25 giugno 2026

Riferimenti normativi: Legge 24 novembre 1981, n. 689, artt. 56-quater, 58, 59, 71, 102 e 103; cod. pen., art. 20-bis, 133, 133-bis e 133-ter

Ordinanza di rimessione: 14740/2026

Decisione

Negativa.

10 luglio 2026

L'impugnazione avverso il rigetto del concordato sui motivi di appello: la decisione delle sezioni unite. Informazioni provvisorie

 



Avevamo già dato notizia della pendenza della questione (L'impugnazione avverso il rigetto del concordato sui motivi di appello: decideranno le sezioni unite).

Diamo ora l'esito provvisorio della decisione di ieri, 9 luglio 2026.


Se, avverso la sentenza emessa a seguito di concordato in appello, siano deducibili con il ricorso per cassazione i vizi attinenti alla determinazione della pena non comportanti l'illegalità della stessa.


Ricorrente: T. G.

Relatore: E. Morosini

Data udienza: 09 luglio 2026

Riferimenti normativi: Cod. proc. pen. artt. 599-bis e 606.

Decisione

Negativa

09 luglio 2026

Estradizione esecutiva – Violazione dei principi di terzietà ed imparzialità del giudice - Rilevanza quale motivo di rifiuto - Sussistenza - Ragioni - Fattispecie.

 



L’esito in sintesi

La Sesta Sezione penale, in tema di estradizione per l’estero, ha affermato che è ostativa alla consegna l’assenza di una effettiva tutela, da parte dello Stato richiedente, della garanzia della imparzialità del giudice sotto il profilo oggettivo, siccome la stessa attiene al nucleo essenziale del diritto al giusto processo e del diritto di difesa, secondo i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico, garantiti dalla Costituzione e dalle Carte sovranazionali. (Fattispecie in cui la persona danneggiata dai reati ascritti all’estradanda aveva fatto parte del collegio giudicante in qualità di relatore, anche occupandosi della questione preliminare della sua incompatibilità, aveva emesso il mandato di arresto ed aveva redatto la richiesta di estradizione).

Ultima pubblicazione

La Corte di legittimità ribadisce la manifesta infondatezza della q.l.c della norma che preclude di ricorrere personalmente.

  La seconda sezione della Corte di Cassazione ha nuovamente ritenuto << manifestamente infondata la questione di illegittimità costi...

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