10 aprile 2026

Dalle sanzioni al sociale: la via del LPU codice della strada resta aperta anche dopo il decreto penale di condanna

 



Contravvenzione di guida in stato di ebbrezza – Decreto penale di condanna con cui è disposta la sostituzione in pena pecuniaria della componente detentiva della pena – Istanza di parte finalizzata a ottenere la sostituzione della pena irrogata con il lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 186, comma 9-bis, cod. strada – Sussistenza dei presupposti richiesti ex lege – Sostituzione – Legittimità – Rilevanza della prodromica sostituzione in pena pecuniaria dell’originaria componente detentiva della pena – Esclusione


L’esito in sintesi

La Quarta Sezione penale, in tema di circolazione stradale, ha affermato che il giudice per le indagini preliminari che ha emesso il decreto penale di condanna per la contravvenzione di guida in stato di ebbrezza, previa rituale istanza di parte e sussistendone i presupposti, sostituisce ex art. 459, comma 1-ter, cod. proc. pen., la pena irrogata con il lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 186, comma 9-bis, cod. strada, senza che a ciò osti la prodromica sostituzione in pena pecuniaria dell’originaria componente detentiva della pena, disposta all’atto dell’emissione del decreto.

09 aprile 2026

❌ Prova digitale: la relazione dell'Ufficio del Massimario❌

A seguito dell'entrata in vigore del D.lgs. 30 dicembre 2025 n. 215 che ha introdotto nel diritto nazionale la disciplina degli ordini europei di produzione e di conservazione di prove elettroniche, l'Ufficio del Massimario ha dispensato apposita relazione sulla novità normativa (relazione al link)

08 aprile 2026

Sequestro preventivo e probatorio sullo stesso bene

 

La Corte di legittimità ha asserito che: 

1) il ricorso per cassazione contro ordinanze emesse in materia di sequestro preventivo o probatorio è ammesso solo per violazione di legge, con ciò confermando un precedente arresto a sezioni unite;

2) è ammissibile il sequestro probatorio di cosa già sottoposta a sequestro preventivo e viceversa (sentenza al link) 

07 aprile 2026

Patteggiamento post Cartabia e rating di legalità.


L’art. 445, così come modificato dal d.lgs. n. 150 del 2022, prevede al comma 1 
bis che “La sentenza prevista dall’articolo 444, comma 2, anche quando è pronunciata dopo la chiusura del dibattimento, non ha efficacia e non può essere utilizzata a fini di prova nei giudizi civili, disciplinari, tributari o amministrativi, compreso il giudizio per l’accertamento della responsabilità contabile. Se non sono applicate pene accessorie, non producono effetti le disposizioni di leggi diverse da quelle penali che equiparano la sentenza prevista dall'articolo 444, comma 2, alla sentenza di condanna. Salvo quanto previsto dal primo e dal secondo periodo o da diverse disposizioni di legge, la sentenza è equiparata a una pronuncia di condanna”.

Orbene, la vigente versione dell’art. 445, comma 1 bis, c.p.p., escludendo che norme giuridiche extrapenali possano far derivare da sentenze di patteggiamento gli stessi effetti che conseguono alle sentenze di condanna (qualora con il patteggiamento non siano state applicate pene accessorie), impedisce, agli specifici effetti del rilascio del rating di legalità, che il predetto patteggiamento costituisca motivo ostativo all’attribuzione o al mantenimento dell'attestazione ?

La prima sezione del TAR Lazio ha ritenuto che la novella non dispieghi alcuna rilevanza in tema di rating di legalità, e ciò poiché il regolamento dell'Autorità garante preposta al rilascio dell'attestazione premiante, individua la sentenza ex art. 444 e ss., quale causa ostativa, ex se, del rilascio. Invero, nella interpretazione del giudice amministrativo, Invero, dall’interpretazione letterale e teleologica dell’art. 445 c.p.p., così come novellato – afferma ancora la sentenza citata – “si evince che vengono meno quegli effetti che conseguono alla sentenza di patteggiamento tutte (e solo) le volte in cui ciò avviene perché tale sentenza è equiparata a quella di condanna (come gli effetti prodotti nei giudizi civili o amministrativi). Quando ciò non avviene, l’art. 445, comma 1 bis, c.p.p. non trova applicazione; esattamente come nel caso de quo, nell’ambito di una disciplina che già ab origine conferisce autonoma rilevanza (negativa) al cd. Patteggiamento”. (sentenza TAR al link)       

Si rammenta che l’attribuzione del rating, da cui possono discendere una serie di vantaggi nell’ottenimento di benefici pubblici o nell’accesso al credito, è volto a premiare una gestione aziendale trasparente, etica e virtuosa. Tuttavia ad esso possono aspirare soltanto le imprese (sia in forma individuale che societaria) in possesso di determinati presupposti, quorum un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso nell’anno precedente a quello della domanda. 



03 aprile 2026

Responsabilità da reato degli enti – Plurime imputazioni relative ad un medesimo infortunio sul lavoro – Rapporto di connessione tra la responsabilità penale di ciascun imputato e l’interesse o il vantaggio dell’ente – Necessità – Esclusione – Ragioni.

 


La Quarta Sezione penale, in tema di responsabilità da reato degli enti, ha affermato che non è necessario, a fronte di plurime imputazioni relative ad un medesimo infortunio sul lavoro, che sia accertato, con riguardo a ciascun imputato, un rapporto di connessione tra la sua responsabilità penale e l’interesse o il vantaggio dell’ente, essendo sufficiente che tale rapporto sussista in relazione a un singolo soggetto ritenuto autore del reato.

02 aprile 2026

❌❌ Impugnazioni cautelari dall'1.04. è obbligatorio il deposito al portale❌❌

A mente dell'art. 3 del Decreto n. 217 del 2023, più volte modificato, con riguardo ai termini di entrata in vigore (da ultimo a dicembre ultimo scorso), dal 1 aprile gli atti di impugnazione relativi alle misure cautelari personali e reali, compreso il sequestro probatorio, devono depositarsi al portale. 

Reati tributari – Commessi nell’interesse di una persona giuridica - Concorso di persone nel reato – Profitto costituito da risparmio di spesa per l’ente – Sequestro finalizzato alla confisca per equivalente – Applicabilità per l’intero nei confronti di un solo concorrente – Ammissibilità – Limiti – Ragioni.

 


La Terza Sezione, in tema di reati tributari, ha affermato che, nel caso di delitti in materia di dichiarazione commessi in concorso tra più persone nell’interesse di una persona giuridica, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto, entro il limite dell’ammontare complessivo del profitto conseguito dall’ente e fermo il divieto di duplicazione del vincolo, indifferentemente nei confronti di uno o più degli autori delle condotte criminose, stanti la natura sanzionatoria della specifica ipotesi di misura ablativa prevista dall’art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000, e la struttura del tipo di profitto realizzato, consistente in un risparmio di spesa a vantaggio dell’ente, che non consente, di regola, di individuare la quota di arricchimento riferibile a ciascun correo.

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