Foro e Giurisprudenza
24 giugno 2026
Se sia appellabile dall'imputato la sentenza di proscioglimento, emessa ex art. 131-bis cod. pen. per un reato punito con pena alternativa, che abbia condannato il medesimo al risarcimento del danno in favore della parte civile. Atti alla Corte Costituzionale
23 giugno 2026
Le pene sostitutive non possono essere chieste per la prima volta in appello e la richiesta va motivata- di L. Platino*
La seconda sezione penale della Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 3962 del 13.01.2026, ha affrontato la questione della possibilità o meno di chiedere, per la prima volta nei motivi di appello, l’applicazione di una pena sostitutiva.
Per i processi già pendenti al momento dell'entrata in vigore del D.Lgs.150/2022 che, come è noto, ha profondamente innovato il tessuto di cui alla L. 689/1981, occorre fare corretta applicazione della disposizione transitoria di cui all’art. 95 D.Lgs. 150/2022. La disposizione citata deve essere interpretata nel senso che la odierna disciplina delle pene sostitutive, più favorevole rispetto alla previgente, si applica al giudizio di prime cure o a quello di impugnazione a seconda del grado in cui pendeva il processo al momento della entrata in vigore della riforma. Da quanto sopra discende che se il giudizio era pendente in primo grado al momento della data di entrata in vigore della riforma Cartabia, era onere indefettibile dell'imputato formulare istanza di applicazione delle pene sostitutive avanti il primo giudice, e se tale richiesta non è stata tempestivamente esercitata, non può essere recuperata nel successivo grado di appello. Invero, la richiesta può essere legittimamente presentata come motivo di impugnazione soltanto se sia stata a suo tempo formulata in primo grado e respinta.
La sentenza in commento, nel corpo motivazionale, non ha ignorato che in precedenza la Corte si era espressa in senso favorevole alla possibilità di avanzare la richiesta di pene sostitutive, per la prima volta, anche nel giudizio di appello, ma ha ritenuto che trattasi di un arresto oggi superato dalla modifica dell'art. 545 bis c.p.p.. L’intervento correttivo operato con il D.Lgs. 31/2024 ha eliminato l'obbligo del giudice di dare avviso alle parti della possibilità di sostituire la pena detentiva con una pena sostitutiva, senza che, di conseguenza, ci si possa ormai dolere, in sede di impugnazione, del mancato esercizio di un potere officioso di applicazione delle pene sostitutive.
Inoltre, la Corte, sebbene il sistema delle pene sostitutive non imponga all'imputato un obbligo di produrre documentazione a supporto della richiesta, ha sollecitato la difesa a motivare la richiesta in ordine ai presupposti che ne consentirebbero l'applicazione, mediante specifiche deduzioni (sentenza al link)
* Avvocato del Foro di Palermo, ha svolto attività di tutorato presso l' Università di Giurisprudenza di Palermo.
22 giugno 2026
La p.o. non può ricorrere avverso l'ordinanza di rigetto del suo appello ex art. 428 c.p.p.
La Corte ha chiarito che <<alla persona offesa il comma 2 dell’art. 428 cod. proc. pen. consente l’appello esclusivamente nei casi di nullità previsti dall’art. 419, comma 7, cod. proc. pen.; coerentemente, questa Corte ha chiarito che la stessa non è legittimata a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere (Sez. 4, n. 14674 del 09/02/2018, Martelli, Rv. 273263-01; Sez. 4, n. 11064 del 11/03/2026, Seye, Rv. 289659 01). Il successivo comma 3-bis disciplina invece il ricorso per cassazione contro la sentenza di non luogo a procedere pronunciata in grado di appello, riservandone la proposizione all’imputato e al Procuratore generale e limitandola ai motivi di cui all’art. 606, comma 1, lett. a), b) e c), cod. proc. pen. 3 L’ordinanza con cui la Corte di appello rigetta l’appello della persona offesa ex art. 428, comma 2, cod. proc. pen. non rientra, pertanto, tra i provvedimenti ricorribili per cassazione>>.(sentenza al link)
19 giugno 2026
Rapina aggravata: la Corte di cassazione rimette gli atti alla Corte costituzionale
18 giugno 2026
Reato di cui all’art. 391-ter, comma terzo, cod. pen. - Intercettazione della conversazione effettuata dal detenuto - Corpo del reato – Sussistenza - Conseguenze - Utilizzabilità in altro procedimento pur in assenza dei presupposti di cui all’art. 270 cod. proc. pen. - Sussistenza.
La Sesta Sezione penale, in tema di indebito utilizzo da parte di un detenuto di un apparecchio telefonico o altro dispositivo idoneo ad effettuare comunicazioni, ha affermato che la conversazione o comunicazione effettuata ed oggetto di attività intercettiva costituisce, unitamente al supporto che la contiene, corpo del reato di cui all’art. 391-ter, comma terzo, cod. pen., ed è pertanto utilizzabile nel processo a carico del detenuto relativo a tale reato, pur quando l’intercettazione sia stata disposta nell’ambito di un procedimento diverso ed in assenza dei presupposti indicati dall’art. 270 cod. proc. pen.
17 giugno 2026
Appello e richiesta di partecipazione all'udienza - Decisioni in camera di consiglio - Impugnazioni proposte a far data dall’1 luglio 2024 - Richiesta di trattazione orale formulata con l'atto di gravame - Ammissibilità - Ragioni.
16 giugno 2026
Intercettazioni: quando ricorrono i gravi indizi di reato necessari per autorizzare la captazione ?
La Corte di legittimità ha statuito che <<il requisito dei gravi indizi di reato richiesto dall’art. 267 cod. proc. pen. ai fini dell’autorizzazione delle intercettazioni non postula una valutazione probatoria in ordine alla fondatezza dell’accusa, ma richiede soltanto la verifica della plausibilità dell’ipotesi delittuosa prospettata, essendo sufficiente una sommaria ricognizione degli elementi acquisiti idonei a rendere ragionevolmente configurabile la commissione di un reato (Sez. 3, n. 14954 del 02/12/2014, dep. 2015, Carrara, Rv. 263044 01; Sez. 6, n. 10902 del 26/02/2010, Morabito, Rv. 246688-01; Sez. 6, n. 42178 del 07/11/2006, Froncillo, Rv. 235318-01; Sez. 5, n. 41131 del 08/10/2003, Liscai, Rv. 227053-01)>>. (sentenza al link)
Ultima pubblicazione
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La Corte ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata, con riferimento agli articoli 3, 24, 111 e 117 Cost., quest'ultimo in...
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Su questo blog, all'esito di una ricostruzione normativa, confortata anche dalla Suprema Corte, abbiamo sostenuto che l'ultratt...






