La Corte di legittimità è stata adita con ricorso della Procura generale di Roma avverso l'ordinanza della Corte d'assise d'appello di Roma che aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione proposta dalla Procura presso il Tribunale (nel testo della sentenza si fa riferimento alla Procura presso il Tribunale di Roma, ma si ritiene tratatrsi di quello di Frosinone).
Al riguardo va rammentato che l'appello era stato depositato in modalità cartacea presso la cancelleria della Corte di assise di appello, e non presso il giudice a quo, ma, ciò nonostante, l'atto di appello veniva trasmesso dalla cancelleria del giudice ad quem alla Corte di assise, giungendovi entro i termini di legge.
Con specifico riguardo, poi, al profilo del deposito telematico, il ricorrente ha rilevato che presso la cancelleria della Corte di assise (di Frosinone) il deposito in forma digitale - in vigore dal primo gennaio 2025 - non poteva effettuarsi per le problematiche correlate al malfunzionamento dell'applicativo APP 2.0, come da provvedimento, in data 7 gennaio 2025, del Presidente del Tribunale di Frosinone che, in ragione di detto malfunzionamento, aveva previsto il deposito ai sensi dell'art. 175-bis, comma 3, cod. proc. pen., con modalità analogiche e non telematiche.
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, rilevando che lo stesso è risultato tempestivamente depositato e che la Corte di appello, nel dichiarare l' inammissibilità dell'impugnazione, ha trascurato di considerare che <<presso la cancelleria della Corte di assise di Frosinone il deposito in formato digitale, già dal gennaio 2025 fino almeno al luglio 2025, come da documentazione allegata al ricorso, non era possibile per il malfunzionamento dell'applicativo APP 2.0 attestato dal Presidente del Tribunale di Frosinone con provvedimento del 7 gennaio 2025, che consentiva il deposito con modalità non telematiche, in conformità a quanto disposto dall'art. 175-bis, comma 3, cod. proc. pen. E' evidente che detti profili non risultano essere considerati dalla Corte di assise di appello di Roma che si limita, a fronte di una vicenda processuale di indubbia complessità, come quella in esame, al mero richiamo alle norme sopra indicate, che alla luce di quanto documentato e dell'interpretazione offerta alle stesse da questa Corte, neppure risultano violate>>.(provvedimento al link)
