La sentenza n. 9788/2025 (al link) della Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Penali, ha dichiarato inammissibile il ricorso perché presentato per un motivo non consentito.
In sintesi, il ricorso non evidenziava un errore di fatto (un errore percettivo nella lettura degli atti), ma piuttosto un errore di valutazione giuridica (un'errata interpretazione delle norme processuali), il che non rientra nei motivi ammissibili per un ricorso di questo tipo. La Corte ha ribadito che l'errore di fatto, che può essere oggetto di ricorso, consiste in un errore percettivo causato da una svista o da un equivoco nella lettura degli atti interni al giudizio, e che abbia influenzato il processo formativo della volontà, portando a una decisione diversa da quella che sarebbe stata presa senza l'errore.