21 luglio 2026

Incaricato di pubblico servizio che estingue oblazioni connesse al servizio con denaro dell'ente. E' peculato ?

 


Nel caso di specie il Tribunale di Genova aveva assolto il Presidente di un Consorzio di Comuni finalizzato alla gestione di una discarica consortile, accusato di peculato per essersi appropriato di somme destinate al pagamento di oblazioni, cui era stato ammesso al fine di estinguere i plurimi reati contravvenzionali allo stesso contestati nella indicata qualità, di cui agli artt. 256, commi 2, 256, commi 2 e 4, e 29-quattuodecies d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152.

Avverso l'assoluzioone interponeva ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova, lamentando, ex multis, inosservanza o erronea applicazione dell'art. 314 cod. pen.per avere il Tribunale, erroneamente, ravvisato un interesse pubblico del Consorzio presieduto dall’imputato al pagamento delle oblazioni relative ai reati contravvenzionali a lui contestati.

La Corte di Cassazione ha, anzitutto, richiamato il consolidato orientamento secondo cui, <<in tema di peculato, l'utilizzo di denaro pubblico per finalità esclusivamente personali ed estranee a quelle istituzionali determina la "distrazione" dello stesso, mentre il reato non è ravvisabile nei casi in cui l'interesse privato dell'agente e quello istituzionale dell'ente siano sincroni e sovrapponibili, non risultando in alcun modo contrastanti (tra le molte, Sez. 6, n. 36496 del 30/09/2020, Vasta, Rv. 280295 – 02, in linea con Sez. U, n. 19054 del 16/04/2013, Vattani Rv. 255299 - 01) >>. 
Sicchè- ad avviso della Corte-  <<solo le c.d. appropriazioni distrattive, ossia la destinazione dei beni della pubblica amministrazione per finalità esclusivamente private, con sottrazione definitiva a quella pubblica, restano punibili a titolo di peculato (Sez. 1, n. 5041 del 10/01/2025, Alemanno, Rv. 287431 – 01, in parte motiva; Sez. 5, n. 10398 del 14/02/2025, Duca, Rv. 287780 – 03)>>.

Ciò premesso, la Corte ha ravvisato in capo al Consorzio un concreto interesse al pagamento tempestivo dell’oblazione, perchè ciò vale ad evitare  la responsabilità sussidiaria dell’ente, quanto alla responsabilità ex art. 197 cod. pen., per il caso di mancato pagamento della sanzione pecuniaria, evitando così l’esposizione debitoria per un più alto importo.  (sentenza al link)

20 luglio 2026

Ordinamento penitenziario – Regime speciale di detenzione – Colloqui dei detenuti – Colloquio telefonico mensile sostitutivo del colloquio visivo: gli atti alla Corte Costituzionale

 



Il tribunale di sorveglianza di Bologna ha rimesso alla Corte Costituzionale, la cui decisione non è ancora calendarizzata, la seguente questione di legittimità costituzionale:


Reg. ord. n. 112 del 2026 pubbl. su G.U. del n.

Ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Bologna  del 28/05/2026

Tra: A. R.



Oggetto:

Ordinamento penitenziario – Regime speciale di detenzione – Colloqui dei detenuti – Colloquio telefonico mensile sostitutivo del colloquio visivo – Denunciata previsione che la telefonata sostitutiva del colloquio mensile possa essere autorizzata «con i familiari e conviventi» anziché «con i familiari e i conviventi e persone diverse [nella specie, convivente more uxorio del figlio del detenuto nonché madre della nipote dello stesso], in casi eccezionali determinati volta per volta dal direttore dell’istituto ovvero, per gli imputati fino alla pronuncia della sentenza di primo grado, dall’autorità giudiziaria competente ai sensi di quanto stabilito dall’art. 11» – Disparità di trattamento rispetto alla disciplina dei colloqui in presenza – Violazione del principio di ragionevolezza – Lesione della tutela apprestata alla famiglia di fatto quale formazione sociale in cui si svolge la personalità dell'individuo – Violazione dei vincoli derivanti dagli obblighi internazionali con riferimento al diritto convenzionale al rispetto della vita privata e familiare. 

Norme impugnate:

legge  del 26/07/1975  Num. 354  Art. 41  Co. 2



Parametri costituzionali:

Costituzione   Art.
Costituzione   Art.
Costituzione   Art. 117    Co.
Convenzione per la salvaguardia diritti dell'uomo e libertà fondamentali   Art.

17 luglio 2026

La Corte di legittimità ribadisce la manifesta infondatezza della q.l.c della norma che preclude di ricorrere personalmente.

 

La seconda sezione della Corte di Cassazione ha nuovamente ritenuto <<manifestamente infondata la questione di illegittimità costituzionale dell'art. 613 cod. proc. pen., come modificato dall'art. 1, comma 55, legge n. 103 del 2017, per asserita violazione degli artt. 111, comma 7, Cost. e 13 CEDU, nella parte in cui non consente più la proposizione del ricorso in cassazione all'imputato personalmente, in quanto rientra nella discrezionalità del legislatore richiedere la rappresentanza tecnica per l'esercizio delle impugnazioni in cassazione in relazione alla specificità del giudizio di legittimità, senza che ciò determini alcuna limitazione delle facoltà difensive (Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 272011 – 01, che ha altresì precisato che l'elevato livello di qualificazione professionale richiesto dall'esercizio del diritto di difesa in cassazione rende ragionevole l'esclusione della difesa personale, tanto più in un sistema che ammette il patrocinio a spese dello Stato)>>.

16 luglio 2026

Termini a ritroso: e se il settimo giorno a ritroso è festivo?

 

Con riferimento ai termini per il deposito di una lista testi, la Corte di legittimità ha considerato che se il settimo giorno libero a ritroso è domenica, la lista va depositata nel giorno antecedente non festivo

Così la Corte: <<nel caso di specie l’udienza era fissata alla data del 20/01/2025; il termine per il deposito della lista testi, che va computato in giorni interi e liberi (escludendo il dies a quo e il dies ad quem – cfr., da ultimo, Sez. 3, Altea, cit.) e che va calcolato a ritroso («..almeno sette giorni prima della data fissata per il dibattimento») scadeva il 12/01/2025, che era domenica, e, dunque, in un giorno festivo; venendo in rilievo un termine “a ritroso”, il dies ad quem va individuato «nel giorno non festivo antecedente a quello di scadenza» (cfr. Sez. 4, Selvaggio, cit.), ossia nella giornata di sabato 11/01/2025...>> (sentenza al link)

 

15 luglio 2026

Reato continuato – Pluralità di concorrenti – Coimputato giudicato separatamente per una parte dei reati commessi da minorenne – Pena complessiva superiore a quella inflitta ai coimputati maggiorenni giudicati in un unico processo – Principio di proporzionalità della pena – Violazione – Fattispecie.

 



L’esito in sintesi

La Sesta Sezione penale, in tema di pena, ha affermato che, nel caso di reato continuato commesso, in concorso, da una pluralità di imputati, contrasta con il principio, di rilevanza costituzionale e sovranazionale, di proporzionalità della pena l’inflizione al concorrente, giudicato separatamente per una parte dei reati, commessi prima del raggiungimento della maggiore età, di una pena complessiva superiore a quella inflitta, ai coimputati maggiorenni, giudicati in un unico processo. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio la decisione impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio, onerando il giudice della fase rescissoria di verificare se la pena inflitta all’imputato dal Tribunale per i minorenni, avuto riguardo all’intervenuta derubricazione, nei confronti dei coimputati maggiorenni, di taluni dei delitti formanti oggetto dell’originaria contestazione, costituisca, “ex se”, una risposta sanzionatoria proporzionata alla complessiva offensività della condotta o se l’aumento di pena per la continuazione possa essere determinato in misura minima o, comunque, più contenuta).

14 luglio 2026

Sospensione del procedimento con messa alla prova - Reati di cui all’art. 550, comma secondo, cod. pen. – Circostanze aggravanti ad effetto speciale - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.

 



L’esito in sintesi

La Sesta Sezione penale, in tema di cause di estinzione del reato, ha affermato che il rinvio, operato dall'art. 168-bis cod. pen., ai “delitti indicati dal comma 2 dell’articolo 550 del codice di procedura penale” consente all’imputato di richiedere la sospensione del procedimento con messa alla prova pur quando siano contestate circostanze aggravanti ad effetto speciale. (Fattispecie relativa ad imputato del delitto di cui all’art. 337 cod. pen., aggravato ai sensi dell’art. 339, comma secondo, cod. pen.).

13 luglio 2026

PENE SOSTITUTIVE PROGNOSI DI INSOLVIBILITA': LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE

 






Avevamo già dato notizia della pendenza della questione (PENE PECUNIARIA SOSTITUTIVA e INSOLVIBILITA': A GIUGNO LA DECISIONE DELLE SEZIONI UNITE).

Diamo ora notizia della decisione delle sezioni unite, informazione provvisoria:

Questione penale Decisa del ricorso R.G. n. 37184/2025 ud. 25/06/2026


Se, in tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, la richiesta di applicazione della pena pecuniaria possa essere rigettata dal giudice quando lo stesso, in base ad elementi di fatto, formuli una prognosi negativa in ordine alla capacità di adempimento da parte dell'imputato.


Ricorrente: Colella N.

Relatore: A. Ranaldi

Data udienza: 25 giugno 2026

Riferimenti normativi: Legge 24 novembre 1981, n. 689, artt. 56-quater, 58, 59, 71, 102 e 103; cod. pen., art. 20-bis, 133, 133-bis e 133-ter

Ordinanza di rimessione: 14740/2026

Decisione

Negativa.

10 luglio 2026

L'impugnazione avverso il rigetto del concordato sui motivi di appello: la decisione delle sezioni unite. Informazioni provvisorie

 



Avevamo già dato notizia della pendenza della questione (L'impugnazione avverso il rigetto del concordato sui motivi di appello: decideranno le sezioni unite).

Diamo ora l'esito provvisorio della decisione di ieri, 9 luglio 2026.


Se, avverso la sentenza emessa a seguito di concordato in appello, siano deducibili con il ricorso per cassazione i vizi attinenti alla determinazione della pena non comportanti l'illegalità della stessa.


Ricorrente: T. G.

Relatore: E. Morosini

Data udienza: 09 luglio 2026

Riferimenti normativi: Cod. proc. pen. artt. 599-bis e 606.

Decisione

Negativa

09 luglio 2026

Estradizione esecutiva – Violazione dei principi di terzietà ed imparzialità del giudice - Rilevanza quale motivo di rifiuto - Sussistenza - Ragioni - Fattispecie.

 



L’esito in sintesi

La Sesta Sezione penale, in tema di estradizione per l’estero, ha affermato che è ostativa alla consegna l’assenza di una effettiva tutela, da parte dello Stato richiedente, della garanzia della imparzialità del giudice sotto il profilo oggettivo, siccome la stessa attiene al nucleo essenziale del diritto al giusto processo e del diritto di difesa, secondo i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico, garantiti dalla Costituzione e dalle Carte sovranazionali. (Fattispecie in cui la persona danneggiata dai reati ascritti all’estradanda aveva fatto parte del collegio giudicante in qualità di relatore, anche occupandosi della questione preliminare della sua incompatibilità, aveva emesso il mandato di arresto ed aveva redatto la richiesta di estradizione).

08 luglio 2026

Riconoscimento delle sentenze penali straniere - Stato di origine della decisione che non è parte della Convenzione Edu - Decisione della corte di appello - Verifica della violazione dell’art. 6 CEDU - Necessità - Contenuto - Conseguenze - Fattispecie.

 




L’esito in sintesi

La Sesta Sezione penale ha affermato che, in tema di riconoscimento delle sentenze penali straniere, la corte di appello è tenuta a verificare, ai sensi dell’art. 733, comma 1, lett. b) e c), cod. proc, pen., se nel procedimento a quo siano stati violati “in concreto” i principi del giusto processo, di cui all’art. 6, par. 1 e 3, CEDU, anche quando lo Stato di origine non sia parte della Convenzione, con conseguente rifiuto del riconoscimento e dell’esecuzione della sentenza straniera in presenza di gravi violazioni delle garanzie processuali. (Fattispecie relativa a sentenza penale dello Stato del Vaticano, riconosciuta in Italia per l’esecuzione delle statuizioni civili, nella quale è stata esclusa la violazione del citato art. 6 per difetto di imparzialità e indipendenza dei magistrati giudicanti, sul presupposto che questi, pur nominati dal Sommo Pontefice, sono scelti attraverso rigidi meccanismi di selezione e, nell’esercizio delle loro funzioni, sono soggetti soltanto alla legge).

06 luglio 2026

Passaporto e pena pecuniaria: occorre il pagamento per intero


 

Il Tar Lombardia sezione distaccata di Brescia ha precisato che i condannati a pena pecuniaria non possono ottenere il rilascio del passaporto, se non dopo avere pagato l'intera pena, a nulla rilevando l'eventuale rateizzazione. (sentenza al link)  

 Si riporta l'art. 3 l. n. 1185/1967:

 << Non possono ottenere il passaporto:
a) coloro che, essendo a norma di legge sottoposti alla responsabilità genitoriale o alla potestà tutoria, siano privi dell'assenso della persona che la esercita e, nel caso di affidamento a persona diversa, dell'assenso anche di questa; o, in difetto, dell'autorizzazione del giudice tutelare;

((b) coloro nei confronti dei quali sia stata emessa l'inibitoria prevista dall'articolo 3-bis;))

c) LETTERA ABROGATA DAL D. LGS. 28 LUGLIO 1989, N. 271.
d) coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o soddisfare una multa o ammenda, salvo per questi ultimi il nulla osta dell'autorità che deve curare l'esecuzione della sentenza, semprechè la multa o l'ammenda non siano già state convertite in pena restrittiva della libertà personale, o la loro conversione non importi una pena superiore a mesi 1 di reclusione o 2 di arresto;
e) coloro che siano sottoposti ad una misura di sicurezza detentiva ovvero ad una misura di prevenzione prevista dagli articoli 3 e seguenti della legge 27 dicembre 1956, n. 1423;
f) LETTERA ABROGATA DALLA L. 15 MAGGIO 1997, N. 127.
g) coloro che, essendo residenti all'estero e richiedendo il passaporto dopo il 1 gennaio dell'anno in cui compiono il 20° anno di età, non abbiano regolarizzato la loro posizione in rapporto all'obbligo del servizio militare>>.

L 'art. 2 del d.p.r. n. 649 del 1974 estende la suddetta disciplina ai documenti equipollenti al passaporto ai fini dell'uscita dal territorio nazionale. 

 

03 luglio 2026

Il condannato con decreto penale può chiedere il l.p.u. previsto dal Codice della strada ?

 

La Corte ha considerato che la lettura costituzionalmente orientata dell’attuale art. 459, comma 1 ter, cod. proc. pen. rende la norma applicabile anche con riferimento al lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 186, comma 9 bis, cod. strada. Invero l’art. 459, comma 1 ter, cod. proc. pen., detta una regola di procedura valida anche per la richiesta di sostituzione con il lavoro di pubblica utilità di cui all’art. 186, comma 9 bis, cod. strada (ma lo stesso varrebbe con riferimento a quello previsto dall’art. 187, comma 8 bis, cod. strada), senza che a ciò osti la prodromica sostituzione in pena pecuniaria dell’originaria componente detentiva della pena (sentenza al link).


02 luglio 2026

Il rigetto della istanza di sostituzione con l.p.u. della pena irrogata con il d.p. è ricorribile ?

 


 

Il provvedimento di rigetto dell'istanza di sostituzione della pena pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità, a seguito del c.d. correttivo Cartabia del 2024, non è più suscettibile di autonomo ricorso per cassazione, non rinvenendosi nel sistema alcuna norma che ne preveda l'impugnabilità e non essendo più tale provvedimento, quoad impugnationem, equiparabile all'ordinanza di inammissibilità dell'opposizione, avverso la quale l'art. 461, comma 6, cod. proc. pen. prevede espressamente la possibilità di interporre ricorso di legittimità. 

Al riguardo la Corte ha rammentato che in precedenza il rimedio impugnatorio veniva concesso applicando in via analogica la previsione dell'art. 461 comma 6 c.p.p.  Tale soluzione veniva adottata sulla scorta di una ricostruzione sistematica, costituzionalmente orientata, poichè all'imputato che avesse chiesto la sostituzione della pena pecuniaria con il l.p.u. era preclusa la facoltà di proporre opposizione; sicchè negandogli il rimedio impugnatorio, non residuava alcuna difesa. Tuttavia, a seguito del c.d. correttivo Cartabia del 2024, oggi l'istanza di sostituzione può essere accompagnata anche dall'opposizione al decreto penale, sicché quella interpretazione che rinveniva un rimedio sistematico, equiparando il rigetto della richiesta di sostituzione alla declaratoria di inammissibilità dell'opposizione, ai sensi dell'art. 461, non ha più ragion d'essere.

      

01 luglio 2026

Alle Sezioni Unite la questione se occorra mandato a impugnare al difensore d'ufficio dell'assente che impugni anche ordinanza dichiarativa assenza

 

La prima sezione ha rimesso alle SS.UU. la questione, già oggetto di contrasto intersezionale, se <<operi nel giudizio di cassazione l'art. 581, comma 1-quater, cod. proc. pen. (secondo cui «nel caso di imputato rispetto al quale si è proceduto in assenza, con l'atto d'impugnazione del difensore d'ufficio è depositato, a pena d'inammissibilità, specifico mandato ad impugnare, rilasciato dopo la pronuncia della sentenza e contenente la dichiarazione o l'elezione di domicilio dell'imputato, ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio») qualora col ricorso proposto dal difensore d'ufficio avverso la sentenza sia impugnata anche l'ordinanza dichiarativa dell'assenza dell'imputato>> (ordinanza al link)

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