07 settembre 2023

La (potenziale) rilevanza deontologica della vita privata del professionista

 


Deve ritenersi disciplinarmente responsabile l’avvocato per le condotte che, pur non riguardando strictu sensu l’esercizio della professione, ledano comunque gli elementari doveri di probità, dignità e decoro e, riflettendosi negativamente sull’attività professionale, compromettono l’immagine dell’avvocatura quale entità astratta con contestuale perdita di credibilità della categoria. La violazione deontologica, peraltro, sussiste anche a prescindere dalla notorietà dei fatti, poiché in ogni caso l’immagine dell’avvocato risulta compromessa agli occhi dei creditori e degli operatori del diritto.

Ultima pubblicazione

Interrogatorio ex art. 415 bis, chiesto dopo il termine di 20 gg. ed omesso: quali conseguenze ? Laura Platino *

  La terza sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza del 27 aprile 2026 n. 15082, ponendosi nel solco di un indirizzo g...

I più letti di sempre